FRANCO ANGELI

(Roma 1935 - Roma 1988)

(Titoli e immagini delle opere su richiesta)

Franco Angeli nasce a Roma il 14 maggio 1935 da una famiglia di umili origini e di solida tradizione socialista e antifascista. A causa della morte del padre, è costretto a provvedere alla madre malata, inventando i lavori più disparati: prima come magazziniere, quindi in una carrozzeria e in una tappezzeria, dove ha modo di apprendere l’utilizzo dei tessuti, delle sagome e dei ritagli, che riporterà nelle sue opere. Inizia a dipingere nel 1957, anno in cui parte per il servizio militare a Orvieto. Durante la sua militanza nel Partito comunista conosce, nella sezione di Campo Marzio, prima Tano Festa e poi Mario Schifano con i quali condivide l'esperienza ed il dramma della guerra. Abbandona questa posizione politica dopo l’invasione dell’Ungheria, dimostrandosi più vicino alla sinistra extraparlamentare e ai movimenti maoisti. Nel 1959 espone le sue prime opere nella collettiva alla Galleria "La Salita" di Roma con Festa e Uncini. In quegli anni frequenta il bar Rosati di Piazza Del Popolo dove allaccia significativi rapporti con Renato Guttuso, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Fabio Mauri. "Erano giovani, belli, talentuosi e sulle tele dipingevano ad armi pari con la New York della Pop Art, dove Andy Warhol muoveva i primi passi per conquistare il mondo...ma il, mondo dell'arte li conosce come i ragazzi di piazza del Popolo, sostenuti da galleristi visionari come Plinio De Martiis e da collezionisti appassionati come Giorgio Franchetti".
Nel 1960 inaugura la sua prima personale alla stessa "Galleria La Salita" in Roma con una serie di opere caratterizzate da veli di pittura a olio e calze di nylon tese, ricoperte di garze, simili a ricordi e ad assenze. Nello stesso anno, sempre alla Salita, partecipa alla collettiva 5 pittori. Roma 60: Angeli, Festa, Lo Savio, Schifano, Uncini a cura di Pierre Restany. Nel 1964, per la personale alla Galleria dell’Ariete di Milano, Angeli utilizza simboli ideologici stereotipati, tratti dall’arredo urbano, sintetizzando il carattere retorico e celebrativo dei reperti di una Roma eterna e capitale. Nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia presentato da Maurizio Calvesi esponendo le tele "La Lupa" e "Quarter Dollar", soggetti che caratterizzarono molte sue opere successive.
A ottobre 1966 inaugura America America (Half Dollar) alla Galleria dell’Ariete, presentando delle grandi aquile dorate velate sui toni del blu, del bianco e del rosso. Negli anni 1968-1970, partecipa al fermento politico ed artistico di quegli anni in particolare manifestando attivamente contro la Guerra del Vietnam. A Spoleto conosce Marina Ripa di Meana con la quale avvia una lunga e complicata relazione sentimentale. Quegli anni sono caratterizzati dagli abusi di alcool e droghe che fanno di lui e degli altri componenti della "Scuola di Piazza del Popolo" un gruppo di artisti "maledetti". A settembre partecipa alla IX Biennale di San Paolo del Brasile e realizza il suo primo Giornate di lettura, cui seguirà una lunga attività di ricerca e commistione tra video, fotografia ed arti visive, testimoniata da Schermi (1968), New York (1969), Viva il Primo Maggio (1968), Souvenir (1984), solo per citarne alcuni. Nel 1968 interpreta nei panni del protagonista il film "Morire gratis" di Sandro Franchina. Nel gennaio 1969 è per la prima volta negli Stati Uniti, dove esporrà nella collettiva Italian Art Show: Franco Angeli, Cesare Tacchi, Tano Festa and Lorri Whiting, allestita tra ottobre e novembre alla Contemporary Arts Gallery, Loeb Student Center di New York.
Nei primi anni settanta Angeli, continuando la ricerca sul dato reale, apre la propria pittura alla serie di paesaggi Dagli Appenini alle Ande e Canto popolare delle Ande, di ispirazione geometrica, dedicati al golpe cileno dell’11 settembre 1973; riprende il tema della guerra del Vietnam nelle opere Anonimo euroasiatico (1969), Compagni (Giap e Ho Chi Minh) e Vietcong (1971) e affronta anche il colpo di stato in Grecia. Nel 1975 incontra la sua compagna di vita, Livia Lancellotti, che gli darà nel 1976 la figlia Maria.
Nel 1978 partecipa alla Biennale di Venezia curata da Achille Bonito Oliva. Negli anni ottanta, Franco Angeli si dedica maggiormente alla figurazione: capitelli, piazze deserte e "marionette", quest'ultime interpretate come autoritratti. Il tema della “marionetta”, frequente a partire dal 1984, è una sorta di autoritratto che sembra preludere alla fase finale della sua vita. Angeli, infatti, si spegne a Roma il 12 novembre 1988.
(Per ulteriori informazioni si rimanda all’Archivio Franco Angeli)