SINERGIE
LORENZO COLOMBO

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Lorenzo Colombo, artista romano, classe 2000, si propone sul panorama artistico della Capitale con un’interessante ricerca grafico pittorica legata ai grandi personaggi della storia e ai temi più presenti nella contemporaneità. Colombo espone una serie di lavori, certamente ancora acerbi dal punto di vista concettuale, ma ben indirizzati verso il carattere introspettivo e psicologico della società di oggi. Con una tecnica mista, elaborata su cartone telato con inchiostri, acrilici e smalti, tende a mettere in luce l’importanza delle radici storiche e della classicità, di cui è fortemente impregnata la sua formazione. Il legame con Roma, sua città natale, porta all’elaborazione di opere raffiguranti il Colosseo, Giulio Cesare, ma anche sculture e oggetti estrapolati dallo studio dei reperti archeologici. Non manca poi un’intensa ricerca sui simboli culturali della nostra nazione, da qui la rielaborazione del volto della Medusa caravaggesca o quella dei personaggi raffigurati sulle banconote delle Lire, Alessandro Volta e Cristoforo Colombo per primi. Poi, temi cari allo stesso artista: la natura, indagata attraverso lo studio degli animali marini (la razza e il kraken); la brutalità animale, interpretata con l’opera dedicata al ghepardo che sgozza un’antilope; la crudeltà umana, resa attraverso un manifesto di denuncia contro la violenza sulle donne; per poi rievocare la natura mitologica, biblica e leggendaria, con una personale interpretazione di Lucifero o dell’Arcangelo Michele, nonché il ritratto del capitano Mendoza, o le virtù cardinali, come la Giustizia. Opere tutte che lasciano intendere un percorso, una linea guida che Lorenzo Colombo sta seguendo e interpretando. Ciò è evidente nella scelta della tecnica esecutiva: l’apparato figurativo, restituito attraverso l’uso di inchiostri, si stacca dallo sfondo per mezzo di una fitta rete di texture, molto spesso differenziate a seconda della materia da descrivere, che sono il vero e proprio carattere distintivo del linguaggio artistico di Colombo; in questo intreccio di trame e gesti grafici, l’artista cela non solo al sua firma, ma anche sigle, scritte e piccoli simboli che l’osservatore, una volta rintracciati, può interpretare a suo vantaggio per la lettura dell’opera stessa. Volti, animali, corpi o parti di essi sono poi gettati in un onirico fondale colorato, a smalto e acrilico, che vuole rievocare il carattere stesso del soggetto: avremo, dunque, sfondi di un magnetico colore blu per i personaggi o gli animali legati al mondo acquatico, alla purezza del sistema acqua, o in contrasto con potenti quinte rosse, un rosso sangue memore delle sofferenze e della dolosa esistenza di chi nasce guerriero o incastrato nella dinamica del gioco tra preda e predatore, ecco dunque spiegata la presenza delle lacrime o delle ferite insanguinate. Nella tecnica e nella scelta della commistione tra gli stili pittorici sta la caratteristica più rilevante dell’operato di Colombo: attraverso il gesto pittorico, egli spinge verso l’osservatore il personaggio, caricandolo di un connotato psicologico e di un’attinenza al mondo contemporaneo. 

La serie di opere proposte è un incipit, un punto di partenza, dal quale il giovanissimo artista sta lanciandosi nel mondo dell’arte con una sicura consapevolezza del proprio linguaggio, quest’ultimo ben chiarito dalla ricerca tecnico pittorica esposta in mostra. Un giovane esponente dell’arte contemporanea, trasversale nella sua indagine, tanto da non escludere sbocchi nel campo della grafica o della moda, in Lorenzo Colombo si intravede una promettente crescita che nel tempo maturerà di pari passo con la scoperta di una più intima necessità espressiva, che già si intravede nel suo più recente operato. 

di Ilaria D'Ambrosi