BELT

Aggiornato il: apr 16

performance come sintesi espressiva - Manuel Juno



Performance impressa in materia, Belt è stata realizzata durante il periodo di quarantena come momento di grande sfogo. Abbiamo deciso di trasformare la casa in cui eravamo rinchiusi in una residenza artistica. L’idea del gesto – colpire con la cinta intinta di colore direttamente la tela – è nata in modo spontaneo mentre dipingevo, insieme agli altri artisti della residenza, su dei bersagli da tiro; vista l’impossibilità di muoverci e acquistare oggetti non indispensabili, non potevamo utilizzare gli strumenti che avremmo voluto, come armi da paintball o archi e frecce.

La rabbia giocosa del momento mi ha portato poi al concetto del “colpire” la tela fisicamente e, nonostante essa fosse destinata ad altri lavori, non ho potuto, voluto, contenere l’istinto di prendere quella cinta di pelle e scagliarla contro quel corpo, contro quella materia. L’atto della performance è, quindi, in questo caso parte integrante dell’opera stessa, che fisicamente non è altro che la proiezione di un gesto passato.

La bellezza di questa operazione sta nel non aver bisogno di spiegazioni per esprimersi: l’associazione tra cinta, colore e gesto è istantanea. Belt rappresenta una sintesi perfetta del mio lavoro artistico, contenendo quasi tutti gli elementi del linguaggio a me cari: il gesto, il concetto, il colore, l’oggetto, la tela come piano scultoreo ma comunque pittorico.








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